Intervista Skills & Stars con Valentina Pietrocola: “la formazione è imprescindibile per stare al passo dei cambiamenti”

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Nuovo appuntamento per Skills & Stars la rubrica con la quale chiacchieriamo di formazione con volti e personaggi diventati star del proprio settore di riferimento. In questi mesi abbiamo raccolto le testimonianze di attori, pastry chef stellati, professori e adesso è arrivato il momento di dare voce a Valentina Pietrocola creator digitale e SMM.

Foggiana doc, Valentina ha studiato prima lettere e poi editoria e giornalismo. La sua avventura sulle piattaforme è iniziata nel 2015 con la pagina Facebook La Cucina Del Fuorisede, idea nata proprio perché lei stessa era fuorisede universitaria nella Capitale. Da allora il progetto -che oggi contra tra i 25-28 mila follower sulle varie piattaforme- è cresciuto tantissimo, diventando per Valentina e suo fratello Andrea un lavoro in continua trasformazione, che ha reso fondamentale la formazione costante.

Ciao Valentina, quando è nata La Cucina del Fuorisede tu eri effettivamente una studentessa fuori sede in quel di Roma e la Pagina Facebook nasce un po’ come esperimento per creare una narrazione diversa degli studenti che vivono lontano e cucinano solo pasta al tonno. Da allora di acqua nel Tevere ne è passata, ma avresti mai immaginato che il progetto potesse diventare così grande?

Onestamente no, non mi aspettavo che questa attività, che era nata davvero come una passione, potesse diventare poi la mia attività lavorativa, nonostante le diramazioni diverse che ci sono state. In un certo senso posso dirmi ancora un po’ sorpresa di tutto quello che è derivato da questa attività che io e Andrea abbiamo avviato in maniera ludica. Rispondendo alla tua domanda, posso dire che non me lo aspettavo, chi aveva più visione a lungo termine era proprio Andrea.

Sappiamo che il tuo percorso di formazione universitario ha molto a che fare con l’editoria, il giornalismo e più in generale il mondo della comunicazione. Sicuramente un percorso seguito per passione, ma come hai scelto poi di dedicarti al mondo del marketing e cosa hai dovuto approfondire, se hai dovuto, per adattarti a quelle dinamiche?

Dopo l’Università, ho proseguito sia con corsi di formazione mirati sull’utilizzo dei social che sull’advertising nei social, che è quello di cui mi occupo ad oggi nella società (si riferisce a Maraki, la società creata con il fratello Andrea, ndr). Poi ho proseguito seguendo diversi master, tra cui uno di digital marketing e l’altro in social media management. Quindi la formazione universitaria, posso dire, che è stata utile per avere quel panel di informazioni specifiche per quello che è diventato il ramo della mia attività.
Ma la formazione continua sempre; anche adesso che già lavoro circa ogni sei mesi faccio corsi di formazione mirati e specifici sul mondo advertising. Se devo dire la mia, sicuramente su questo universo tra marketing e dei social, la formazione è imprescindibile per stare al passo dei cambiamenti.

Da quando sei approdata sui social con La Cucina del Fuorisede le piattaforme sono cambiate tantissimo, se dovessi scegliere oggi qual è la skill che non può mancare per emergere in quest’ambiente, quale sceglieresti?

Una skill oggi, visto che i social hanno creato e creano tantissimi creator, è cercare di lavorare sulla propria unicità. Una unicità del racconto, l’aspetto più importante per me è avere una buona idea di partenza e uno storytelling che lo sappia raccontare. L’obiettivo è creare quella diversità che permetta all’utente di riconoscerti. La skill fondamentale è capire dove si vuole andare a organizzare il proprio racconto.

Valentina Pietrocola: “Con Andrea ci siamo dovuti formare anche da imprenditori”

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Valentina e Andrea Pietrocola alla fondazione di Maraki -Demetra Formazione

Con tuo fratello Andrea, cinque anni fa, avete dato vita anche alla Maraki, un’agenzia di comunicazione, diventando anche imprenditori. Come ti ha aiutato il tuo percorso di studi e cosa, invece, hai dovuto cambiare della tua formazione?

Tutto quello che ha a che fare con il mondo digital e social è stato integrato nella formazione, ma soprattutto mio fratello Andrea ha dovuto prepararsi sull’ambito manageriale con l’apertura di una S.r.l..
Insieme abbiamo dovuto imparare tutto quello che c’è da sapere sul mondo commerciale e legislativo per gestire al meglio la società. Nessuna nostra formazione scolastica ci avevo dato i materiali necessari; quindi, quelli sono stati aspetti su cui ci siamo dovuti formare da zero.

In questi anni avete collaborato con tanti volti noti del mondo food, rilanciando piccole e grandi aziende, quale skill hai dovuto utilizzare maggiormente per interfacciarti con queste realtà e cosa, invece, hai imparato?

Sicuramente un aspetto interessante nella relazione con le aziende è legato alla disponibilità. Non intesa però come abuso del proprio tempo, ma ho capito nell’interfacciandosi con le aziende che la propensione all’ascolto, al capire davvero cosa vuole il cliente ti aiuta a creare empatia ed è una skill che ci ha aiutato in questi primi anni. Con i nostri clienti oggi c’è un rapporto che va oltre il semplice accordo commerciale. Quindi la cosa che ho imparato è stata la necessità di ascoltare l’azienda e farla amica. E questa è una skill importante, me ne sono resa conto anche lavorando per agenzie, manca questa capacità di entrare in relazione umana e si pensa solo e troppo alla conversione commerciale.

Il tema della formazione, del non smettere mai di imparare è fondamentale. Se dovessi scegliere un nuovo percorso di apprendimento che possa farti migliorare, su cosa punteresti?

Ultimamente sono appassionata di criminologia, anche perché mi è rimasto un po’ il cruccio dai tempi dell’università. Quindi magari punterei su qualcosa di completamente diverso.

Infine, la domanda che abbiamo fatto a tutti coloro che ti hanno preceduta: se potessi scaricare istantaneamente nel tuo cervello una nuova abilità (tecnica o umana), quale sceglieresti oggi per fare il salto di qualità definitivo?

Ce ne sarebbero diverse, però se c’è una cosa che mi manca e su cui sto lavorando è una padronanza maggiore con le lingue e non solo l’inglese. Anche da un punto di vista lavorativo, vorrei poter scaricare questa nuova abilità nelle lingue perché non sono mai state il mio forte. Quindi questo è un nuovo obiettivo, magari da settembre.

 

di Redazione

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