Con l’espressione metodo CLIL si fa riferimento al Content and Linguage Integrated Learing (da qui l’acronimo CLIL appunto) ideato e introdotto dai professori David Marsh e Anne Maljers nel 1994. Si tratta, nei fatti, di una metodologia che prevede l’insegnamento dei contenuti di una materia x in lingua straniera e non nella lingua madre, nel nostro caso l’italiano.
Secondo quanto teorizzato dai due professori il metodo CLIL favorirebbe tanto l’apprendimento dei contenuti disciplinari quanto quello della lingua straniera. In Italia il metodo è stato introdotto con la legge di riforma della Scuola Secondaria di Secondo Grado nel 2010.
Fare CLIL a scuola, perché conviene
Perché conviene fare CLIL a scuola? L’applicazione del metodo CLIL determina sicuramente una serie di vantaggi a livello di apprendimento:
- Gli studenti hanno la possibilità di utilizzare la seconda lingua in contesti differenti rispetto al mero apprendimento della lingua stessa;
- Di conseguenza si ha una maggiore motiva oltre che la possibilità di applicate immediatamente le conoscenze grammaticali apprese.
- Si attiva un approccio multiculturale e multidisciplinare all’apprendimento e al sapere.
- Abitua gli studenti a condividere e confrontarsi.
Altro aspetto da non sottovalutare è che l’applicazione del CLIL è possibile in tutti i livelli di istruzione.
Attenzione però, gli insegnanti che vogliono utilizzare questa metodologia in classe hanno bisogno di certificazione linguistica.
Chi può fare CLIL
L’applicazione di questo metodo richiede requisiti specifici per gli insegnati, che devono -stando alle indicazioni del MIM-:
- avere competenze linguistico comunicative nella lingua straniera veicolare con un livello di almeno C1.
- Competenze metodologiche e didattiche acquisite al termine di un corso di perfezionamento universitario dal valore di 60 CFU per i docenti in formazione e di 20 CFU per i docenti in servizio.
Per ottenere l’abilitazione bisogna, quindi, iscriversi a corsi di formazione appositi -riconosciuti dal MIM- al termine dei quali si ottiene una certificazione che attesta le competenze per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera.
La combinazione del corso e la certificazione della lingua straniera permette di ottenere punteggio GPS; il corso CLIL più certificazione C2 si hanno 9 punti, Clil più C1 permette di ottenere 7 punti, mentre il corso specializzate più la certificazione B2 vale 6 punti in graduatoria GPS.
Attenzione infine, la certificazione CLIL non si limita al solo ambito scolastico. Gli sbocchi lavorativi possono essere anche diversi; riguardano sempre l’universo didattico, ma una volta specializzati in questo tipo formazione oltre alle scuole primarie e secondarie di I e II grado, si può diventare consulenti per gli stessi Istituti Scolastici ed Enti di Formazione o ancora lavorare nel mondo dell’editoria come autore di materiali didattici, infine si può lavorare come formatore per aziende internazionali operanti nel nostro territorio nazionale.
