Il feedback può essere definito come l’informazione fornita da un agente (in ambito scolastico l’insegnante) riguardo la prestazione o la comprensione di uno studente (Hattie & Timperley, 2007).
Condividere messaggi di ritorno chiari e precisi è una parte fondamentale del processo di comunicazione efficace, aspetto che nelle life skills rientra nelle capacità relazionali e, di conseguenza, parliamo della determinazione del rapporto insegnante/alunno.
Gli studi di Hattie e Timperley (2007) hanno messo in evidenza come il feedback sia uno dei fattori primari sull’apprendimento. Ma trasmettere il messaggio di ritorno da solo non basta, è fondamentale che sia di qualità e abbia una certa tempistica per essere poi recepito e utilizzato nella maniera migliore possibile dagli studenti.
Il feedback deve essere, quindi, efficace e secondo il modello stilato da Hattie e Timperley, risponde a tre domande fondamentali:
- Dove sto andando? (Feed Up) — Gli obiettivi dell’apprendimento
- Come sto procedendo? (Feed Back) — Il progresso verso gli obiettivi
- Qual è il prossimo passo? (Feed Forward) — Le azioni per migliorare
Nel contesto scolastico, il riscontro non ha solo il vantaggio di rendere la comunicazione insegnante/studenti efficace, ma permette lo sviluppo anche delle altre life skills.
Un feedback che spinge alla riflessione, invece di fornire soluzioni dirette, stimola lo sviluppo del pensiero critico, spingendo lo studente all’autovalutazione (Sadler, 2009) e quindi alla consapevolezza del sé.
Il riscontro a scuola
Anche Paul Black e Dylan Wiliam (1998) evidenziano il ruolo fondamentale del riscontro all’interno della valutazione formativa sottolineandone l’efficacia quando fornisce indicazioni specifiche. Ancora una volta, gli studiosi marcano sul tema del feedback tempestivo, chiaro e comprensibile in quanto solo in questo modo può essere effettivamente utilizzato dallo studente per colmare il divario tra la prestazione attuale e l’obiettivo desiderato.
Frasi come: “Hai sviluppato un’idea interessante e ben organizzata. In particolare, l’introduzione è chiara e coinvolgente. Nel secondo paragrafo passi dalla spiegazione generale alla tua esperienza personale senza un collegamento: potresti aggiungere una frase che spieghi meglio questo passaggio. Inoltre, hai usato spesso ‘poi’ e ‘quindi’: prova a sostituirli con connettivi diversi (ad esempio ‘inoltre’ o ‘di conseguenza’) per rendere il testo più scorrevole.” O come un plauso con riconoscimento verbale ed espressivo (esempio un sorriso) all’alunno che alza la mano e chiede il permesso di parlare, sono l’esempio perfetto di come un feedback possa avere un risvolto efficace e positivo non solo per il singolo alunno ma per l’intero gruppo classe.
Dare e ricevere feedback, per una vera cultura di condivisione
L’implementazione efficace del feedback richiede la costruzione di un clima di classe caratterizzato da sicurezza psicologica (Edmondson, 1999). Per gli studenti è fondamentale capire che l’errore è parte dell’apprendimento e che l’obiettivo del riscontro è un miglioramento, non un’etichetta o un giudizio irremovibile.
Allo stesso tempo, bisogna mettere gli studenti nelle condizioni di saper utilizzare in modo attivo il feedback ricevuto: è necessario, quindi, un lavoro esplicito per sviluppare un’alfabetizzazione del feedback e cioè quella capacità di comprendere, elaborare e agire sul riscontro ricevuto.
Riuscire a fornire un feedback costruttivo e porsi nella condizione di riceverne determina negli studenti l’acquisizione di competenze sociali ed emotive fondamentali per il benessere individuale e collettivo.
Sulla nostra piattaforma dedicata alla Life Skills trovi un articolo di approfondimento sul tema con laboratori di feedback guidati. L’iscrizione è gratuita basta seguire il link.
