Riforma della disabilità: la guida completa al decreto n.62

insegnante e alunno in classe

Il decreto legislativo n.62 del 2024 -poi modificato dal decreto legge n.202 del 2024 e convertito dalla Legge n.15 del 2025- dà nuova impronta all’accertamento delle condizioni di disabilità all’interno del contesto scolastico. Si tratta della cosiddetta riforma della disabilità che implicherà diversi cambiamenti per gli studenti, le famiglie e i docenti di sostegno.

Una delle novità più importanti riguarda i criteri di accertamento della disabilità che, dal momento dell’applicazione della normativa cioè dal 1° gennaio 2027, saranno affidati in maniera esclusiva all’INPS.

Riforma della disabilità: cosa cambia

Tra le novità di maggior rilievo della riforma, c’è l’introduzione del certificato medico. Questo documento sarà necessario per avviare tutta la procedura valutativa di base e la trasmissione del caso agli uffici INPS. Si tratta di un elemento centrale, in quanto unifica procedure che fino a questo momento sono state ben diversificate: e cioè da una parte l’accertamento della disabilità secondo le procedure della legge 104/1992 e dall’altra quelli specifici per l’inclusione scolastica. Insomma un certificato unico che varrà per più finalità: da quella dei servizi a quelle economiche fino appunto all’inclusione nel contesto scuola.

Inoltre viene introdotto l’UVM ovvero l’Unità di Valutazione Multidisciplinare. Si tratta di un collegio in cui sarà obbligatoria la presenza di un rappresentante dell’istituzione scolastica che avrà il compito di elaborare un adeguato progetto di vita per l’alunno.

Al documento riguardante il progetto di vita dell’alunno affetto da disabilità va poi associato un budget progetto. Si tratta di un documento che contempla, in maniera integrata, tutte le risorse da mettere a disposizione dell’alunno: da quelle umane e professionali fino a quelle tecnologiche, strumentali ed economiche.

La normativa introduce, inoltre, i concetti di sostegno lieve o medio, sostegno intensivo e sostegno elevato o molto elevato. Infine, cambia la terminologia; si tiene conto anche di questo e scompare, ad esempio, il termine handicap e derivati.

Il GLO continua ad avere un ruolo centrale

Fino a questo momento, il GLO ha avuto un ruolo fondamentale nello stabilire le ore di sostegno riconosciute necessarie per un alunno con disabilità. Un aspetto questo che non cambia con la riforma, perché il Gruppo di Lavoro Operativo continua ad avere un ruolo decisionale centrale.

Si tratta di un altro elemento da non sottovalutare, in quanto questo meccanismo di valutazione legato al progetto educativo dell’alunno/a in questione permette di:

  • attribuire il massimo delle ore anche in assenza di connotazione di gravità;
  • Escludere automatismi tra classificazione sanitaria e risorse a disposizione;
  • consolidare la dimensione pedagogica della decisione.

La Legge di riforma della disabilità sarà completamente attuata a partire dal 1° gennaio prossimo, nel frattempo è in sperimentazione in alcune regioni, ma è importante chiarire che la normativa non avrà effetti sulle certificazioni già esistenti e, di conseguenza, sui PEI già approvati e applicati. Il nuovo decreto, infatti, introduce esplicitamente un principio di “non regressione” che in giurisprudenza sancisce il divieto di ridurre il livello di diritti e tutele già raggiunto.

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