Tra le abilità più preziose che possiamo sviluppare in riferimento al nostro approccio con l’altro, troviamo sicuramente l’empatia. Trattare un tema vasto come le life skills senza menzionare una competenza così presente e influente nella vita di ogni essere, umano e non, sarebbe impossibile. Si tratta di una life skill che va ben oltre il semplice saper ascoltare: è la capacità di comprendere e sentire ciò che un’altra persona sta vivendo, mettendosi nei suoi panni. In un mondo che diventa sempre più interconnesso, ma allo stesso tempo più frenetico e, a volte, distante, l’empatia emerge come un ingrediente essenziale per costruire relazioni autentiche, risolvere conflitti e promuovere una società più inclusiva.
Nel mondo moderno, caratterizzato da relazioni rapide e spesso superficiali, l’empatia è la life skill che può fare la differenza tra una comunicazione efficace e un malinteso, tra un conflitto risolto pacificamente e uno che può scatenare una guerra.
Sono molti gli studi scientifici condotti da psicologi dello sviluppo che confermano che la capacità di essere empatici si sviluppa fin dai primi anni di vita. Anche a pochi mesi dalla nascita i bambini dimostrano di percepire le emozioni altrui e di esserne condizionati, modificando il proprio stato d’animo in base a quello della persona che si trovano davanti. Per questo è importante educare gli infanti all’empatia fin da subito, con la mediazione della famiglia e considerando il ruolo cruciale del contesto scolastico.
Nel mondo scuola mettere in pratica un approccio basato sull’empatia può avere importanti riscontri positivi, a breve e a lungo termine. Attraverso l’empatia si costruiscono ambienti stimolanti, il clima in aula diventa armonioso e lo scambio relazionale, sia tra compagni di classe che tra questi e il corpo docenti, volge verso la comprensione delle idee altrui e la gestione pacifica dei conflitti.
Inoltre importanti risvolti positivi sussistono anche sui livelli didattici e sull’andamento scolastico dei singoli alunni. In una ricerca condotta su 1011 bambini i soggetti con livelli di empatia più alta risultavano avere un rendimento scolastico migliore, questo dimostra che l’empatia facilita il buon rendimento a scuola.
La metodologia di un docente empatico secondo le ricerche dunque, «consiste nel comprendere in modo completo la situazione degli studenti, condividere le emozioni positive e negative degli studenti ed esprimere cura per loro attraverso le loro azioni» (Ronen, 2020, p. 25).
L’insegnante empatico è colui che nel mettere in pratica l’azione educativa sceglie un dialogo attivo per permettere agli alunni di non sentirsi mai giudicati e di sentirsi liberi di poter esprimere la propria personalità senza dover subire emozioni negative derivanti da pressioni esterne.
L’insegnante empatico sceglie una comunicazione affettiva per infondere il senso fiducia e costruire confini entro i quali sia possibile sviluppare autoconsapevolezza e reciproco rispetto.
L’insegnante empatico promuove l’integrazione sociale e l’inclusività. All’interno del gruppo classe è possibile la presenza di bambini\ragazzi con disabilità, bisogni educativi speciali o caratterizzati da differenze etniche, religiose o di genere. Educare all’empatia significa educare anche al rispetto per l’altro diverso da sé.
Cosa può fare un insegnante per promuovere un clima empatico?
Nella scuola secondaria di secondo grado, lavorando con alunni con abilità cognitive più elevate è utile insegnare agli studenti a riconoscere e nominare le proprie emozioni per sviluppare l’empatia.
Se gli studenti capiscono come si sentono, saranno più capaci di riconoscere anche le emozioni degli altri.
Empatia in azione: come rinforzare le connessioni reciproche?
Attività pratiche
Carta delle emozioni: Ogni giorno, gli studenti possono scegliere un’emozione dalla “carta delle emozioni” e spiegare perché si sentono così. Questo aiuta a migliorare la consapevolezza emotiva.
Diario emotivo: Incentivare gli studenti a scrivere i propri pensieri e sentimenti. Questo può diventare un momento di riflessione personale che aiuta a sviluppare empatia verso sè stessi e gli altri.
Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado invece, lo sviluppo dell’empatia avviene attraverso laboratori creativi, giochi di gruppo e sport di squadra.
Attività pratiche
Progetti di gruppo: Laboratori creativi in cui si richiede il lavoro di gruppo.
Gioco di squadra: Attività come giochi cooperativi o sport di gruppo che incoraggiano il lavoro di squadra e il supporto reciproco.
Riferimenti bibliografici
Goleman, D. (1995). L’intelligenza emotiva: Che cos’è e perché può renderci felici (A. Zanon, Trad.) Rizzoli.